Civiltà Valdivia. Stele.
Civiltà Valdivia. Stele.
Stele cerimoniale rappresentante uno sciamano indossante un costume (da gufo?), in tufo vulcanico. Epoca ca. II millennio a.C.. Dimensioni: h.cm.24,7x11x3,8.
Provenienza:
collezione francese
Galerie 1492, Parigi (F). 2020.
Expertise:
Yannick Durand, Parigi (F). 2020.
Catalogazione: AP 11/2020.
Tratto da: "L'America precolombiana. Le Ande. Dalla preistoria agli Incas". 1992.
Danièle Lavallée, Luis Guillermo Lumbreras.
Ci pare necessario sottolineare l'importanza dello sviluppo raggiunto dalla ceramica di Valdivia, in Ecuador, antica quasi quanto quella di Puerto Hormiga poiché risale a circa 2500 o 3000 anni a. C. Si valuta che la sua area di diffusione abbia coperto quasi tutta la costa dell'Ecuador, non senza aver esercitato una profonda influenza all'interno del paese e anche nella Cordigliera.
A differenza dei loro contemporanei della Colombia, le popolazioni di Valdivia erano composte da agricoltori che conoscevano il mais -e, almeno sembra, il cotone- anche se si nutrivano per lo più dei prodotti del mare. La loro organizzazione sociale doveva essere certamente più avanzata in quanto si trovano alcuni insediamenti di quest'ep0ca che superano il quadro ambientale dei semplici villaggi del Nord e assomigliano maggiormente ai centri cerimoniali caratteristici delle società più complesse. È, in particolare, il caso di Real Alto, nella penisola di Santa Elena, dove un habitat molto denso era organizzato attorno a una grande piazza o cortile, in cui sono state trovate tracce di zone e di edifici per uso collettivo.
Al di fuori della ceramica, a Valdivia non esiste alcun oggetto di valore artistico, eccetto rare figurine molto rudimentali tagliate nella pietra e alcune asce di andesite e di diorite. In compenso, la ceramica di Valdivia ha sperimentato tutte le possibilità plastiche dell'argilla, passando dall'interessante modellato del corpo femminile (piccole figurine propiziatorie) a utensili domestici non solo delicati per forma ma anche di grande ricchezza per l'uso di elementi decorativi che si avvalgono dell'incisione, dello champlevé e dell'impastigliatura. Dal punto di vista funzionale, le forme sono poco varie e si riducono a "recipienti" per cucinare, alcuni dei quali, apparentemente, avevano la funzione di brocche per l'acqua e altri di ciotole per la consumazione degli alimenti. Presentano tutti una base arrotondata e obbediscono a un modello tecnico molto uniforme. Non esistono né bottiglie, né vasi, né coppe, e gli oggetti non variano quasi nelle loro dimensioni. Da questo punto di vista si tratta dunque di una ceramica rustica. Ma il discorso si fa diverso dal punto di vista artistico e le "Veneri" di Valdivia sotto tale aspetto sono veramente notevoli.
Queste figurine, modellate a mano con l'aiuto di piccole stecche dall'estremità arrotondata, sono plasmate, partendo da una massa d'argilla, in modo molto naturalistico. Misurano in media da 7 a 8 centimetri d'altezza, ma alcune raggiungono a fatica i 3 centimetri e altre superano i 10. Si tratta quasi sempre di donne stanti, raramente sedute, e nude. Eccezionalmente si trovano rappresentazioni bicefale e, talvolta, donne gravide o obese. Le sole parti esageratamente sviluppate della loro anatomia sono i seni, mentre le anche sono appena accennate. Tuttavia, l'elemento più curioso è la testa che, apparentemente, doveva essere plasmata a parte e poi attaccata al corpo. I dettagli del volto sono trascurabili, mentre ai capelli e all'acconciatura sembra sia stata dedicata un'attenzione particolare. In certi casi il "casco" dei capelli è anch`esso eseguito a parte e attaccato alla testa.
La cultura di Valdivia durò quasi due millenni e fu caratterizzata da cambiamenti di stile sia nel campo della ceramica utilitaria sia in quello delle figurine. Questi cambiamenti furono discreti, a tal punto che Valdivia dà l'impressione di una certa uniformità culturale, fino alla comparsa, intorno al 1800 a.C., di una nuova cultura ecuadoriana, nota col nome di Machalilla.
Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che gli uomini di Valdivia intrattennero strette relazioni con altre genti. La loro arte si diffuse in molte regioni e tra diversi popoli, incluse popolazioni neolitiche che ignoravano l'uso della ceramica. Questo avvenne soprattutto con gli abitanti della costa e della sierra del Perù i quali, nonostante uno sviluppo tecnico e sociale avanzato, notevole soprattutto nella regione centrale del paese (Ancash, Lima e Huánuco), non conoscevano ancora la ceramica.